Il RIPIV può essere utile anche in Odontoiatria?

Al contrario di quanto solitamente ritenuto le arcate non hanno solo una funzione masticatoria ed estetica, paradossalmente ‘funzioni’ meno importanti a mio avviso rispetto a quella legata alla propriocezione.
Il sistema dei vari recettori (sensori):
 1. informa il sistema continuamente circa la posizione del capo sia durante il cammino che soprattutto di notte (e questo spiega il motivo per cui i disturbi occlusali danno sintomatologia soprattutto nella seconda metà della notte/risveglio)
2. interviene durante la masticazione con continui refresh che ‘guidano’ l’atto modificandolo in base alle caratteristiche del cibo stabilizzando contestualmente il capo e il capo rispetto al collo e al resto del corpo. D’altro canto sono note le connessioni dei nuclei trigeminali ( qualsiasi buon libro di neurofisiologia ce le possono descrivere) ma che giustificano a pieno l’idea che, contrariamente a quanto si pensa, l’ortodonzia è praticamente ‘neurochirurgia’ !
I rapporti condilari e la dinamica mandibolare risentono delle interferenze sistemiche, soprattutto della posizione del capo, della statica e della dinamica della colonna con i due tamponi (scapolare e pelvico) che solitamente si mettono in torsione per compensare problematiche binoculari e/o podaliche, provocando necessariamente da un lato compressione e dall’altro tensione a livello delle ATM , per effetto del mutato rapporto cranio-cervicale, con ‘falsi’ precontatti dentali deleteri per le interferenze con i nuclei dei muscoli oculomotori e quindi con la BINOCULARITA’ .Se le due arcate non combaciano perfettamente come dovrebbero per informare il nostro cervello sulla posizione del capo il tentativo di far coincidere forzatamente queste arcate porta necessariamente a serramento e il serramento è un meccanismo fisiologico durante lo sforzo in quanto rende più sensibile il circuito gamma all’allungamento muscolare con conseguente più pronta contrattura di risposta: una cosa però è farlo mentre si solleva un peso, una cosa se durante la notte. Questo spiega perchè le malocclusioni anche minime diano problemi che si manifestano al risveglio e ultima parte della notte soprattutto sotto forma di CERVICALGIE, CERVICOBRACHIALGIE e LOMBALGIE.
Ma in tutto questo cosa c’entra il RIPI-V?
Nei nostri ragazzi sottoposti a TRATTAMENTO ORTODONTICO si produce uno stress che inevitabilmente si trasmette in modo negativo sulla funzione visiva: calza a pennello l’esempio dei muratori che mentre fanno il loro lavoro producono calcinacci e sporcizia. Ecco che quando avranno finito il loro lavoro la casa che li ha ‘subito’ sarà quella che più si avvantaggerà della loro presenza. Lo stesso accade con la maggior parte dei trattamenti ortodontici che in corso d’opera alterano la funzione visiva binoculare (E. Annunziata) con ripercussioni negative non solo  sulla sfera apprendimento/concentrazione durante la lettura ma anche capaci di provocare fastidiose cefalee soprattutto pomeridiane/serali.
La dott.ssa Eleonora Annunziata della Divisione Oculistica O.C. Umberto I di Mestre nel corso del Workshop Internazionale‘Occlusione e Postura di milano Milano nel giugno 2001 dimostrò •“Variazioni dell’oculomotricità in bambini di età compresa tra i 5 ed i 13 anni sottoposti a trattamento ortodontico”.
 IL RIPIV, RILASSANDO LA MUSCOLATURA EXTRAOCULARE CHE MUOVE I NOSTRI OCCHI, MINIMIZZA LO STRESS ORTODONTICO SULLA FUNZIONE VISIVA BINOCULARE e quindi dovrebe essere usato durante tutti i trattamenti ortodontici anche a scopo preventivo.
– Tesi di Laurea In Ortognatodonzia presso l’Università degli studi di Cagliari Anno Accademico 2011-2012. Relatore prof Vincenzo Piras Correlatore prof Massimo Ronchin Laureanda Dott.ssa Nadia Pavin dal titolo “Minimizzazione dello Stress ortodontico sulle altereazioni della Muscolatura Extraoculare in età scolare mediante applicazione di una membrana emittente nel lontano Infrarosso”
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